La road map che porta al Sistema Pergusa
Enna-Cronaca - 26/02/2025
Facendo seguito alla polemica sviluppatasi all’indomani del Consiglio comunale dedicato alle sorti del Consorzio Autodromo di Pergusa, proviamo a fare un passo avanti dando per metabolizzata (ma non troppo) la prospettiva di costituire un unico ente strumentale al quale affidare in house il governo del “Sistema Pergusa”, così da poter razionalizzare e ottimizzare risorse istituzionali, finanziarie e umane.
La formula più indicata
La scelta dello strumento più idoneo dipenderà dal cosiddetto core business, cioè dalle funzioni e dai servizi che i potenziali partners pubblici vorranno esternalizzare. Attività a rilevanza economica e imprenditoriale richiederanno infatti strumenti lucrativi (aziende consortili o moduli societari), viceversa attività finalizzate a soddisfare esigenze generali aventi finalità non lucrative, richiederanno modelli associativi, cooperativistici o fondazionali. In entrambe le categorie, potranno essere reclutati, con procedura ad evidenza pubblica, eventuali partners privati, lucrativi per la prima categoria e del
privato sociale per la seconda categoria.
L’esternalizzazione del Sistema Pergusa
L’esternalizzazione dovrà rispondere al principio di coerenza dell’ente strumentale con l’esercizio di funzioni fondamentali o amministrative assegnate a ciascun partner pubblico. Tale coerenza deriva dalla preclusione che risorse finanziarie di un ente pubblico siano destinate a funzioni estranee od ultronee all’ente medesimo, eludendo specifici vincoli funzionali di destinazione di spesa pubblica. In tale contesto, mentre nessun problema si rileva per la gestione dell’impiantistica e del patrimonio immobiliare
del circuito automobilistico, da tanti lustri esternalizzata al Consorzio Autodromo di Pergusa, più attenzione richiederà tutto il resto, considerata altresì la variegata titolarità degli enti chiamati alla cura di specifici interessi pubblici. Il Comune potrà esternalizzare all’ente strumentale tutti gli impianti sportivi (calcio, tennis, piscine etc.), la Regione, per il tramite dell’Azienda delle foreste, potrà mettere a disposizione le aree forestali attrezzate e il Libero consorzio comunale potrà trasferire la gestione della
Riserva Naturale Speciale di Pergusa.
Il nodo della Riserva naturale
Quest’ultimo passaggio, apparentemente più impegnativo, troverebbe anche il conforto della normativa regionale che abilita le Province, che hanno in gestione Riserve naturali, ad avvalersi di proprie partecipate per lo svolgimento di servizi afferenti la salvaguardia e la valorizzazione ambientale. Normativa che, in questo caso, potenzia il principio già immanente nell’ordinamento, a tenore del quale le autonomi locali assicurano i propri servizi (direttamente o indirettamente) sulla base di motivate scelte
che rispondono ai principi di legittimità amministrativa e finanziaria.