Caso Murgano, la Rete l’Abuso disconosce la panchina viola del Comune

Sembrano non placarsi le polemiche attorno ai riti della Settimana Santa ennese, i cui eventi sono stati presentati nella serata di ieri nella chiesa di San Michele. L’associazione la Rete l’Abuso ha deciso di disconoscere la panchina viola, simbolo della lotta contro gli abusi sui minori, che il Comune di Enna ha installato al belvedere Marconi.

Il caso Murgano

“A fronte di quanto sta avvenendo ad Enna, dove ieri sera – si legge nella nota dell’associazione la Rete l’Abuso – i riti della settimana Santa, hanno visto protagonista monsignor Vincenzo Murgano, imputato per falsa testimonianza insieme al vescovo della diocesi di Piazza Armerina , Rosario Gisana,  seduto accanto all’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Maurizio Dipietro e dell’assessore Mirko Milano e altri componenti della Giunta comunale, l’associazione Rete l’Abuso fa un passo indietro consapevole, dolorosamente, che l’installazione della panchina è stato solo un maldestro tentativo di aderire, in apparenza, ad una lotta che invece è una cosa seria”.

L’attacco al Comune

L’associazione la Rete l’Abuso contesta, inoltre, la posizione del Comune di Enna sul procedimento contro don Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato in primo grado a 4 anni e mezzo per violenza sessuale su minori. “Il Comune di Enna si è guardata bene dal costituirsi parte civile in quel processo, lasciando solo Antonio Messina che aveva denunciato Rugolo”.

Le polemiche e la difesa dei legali di Murgano

Nei giorni scorsi, contro la partecipazione di monsignor Murgano alla Settimana Santa si è schierato il Movimento spontaneo “Non accetto prediche da chi copre un abuso con cui solidarizza la Rete l’Abuso. Sulla vicenda sono intervenuti i legali del prelato che hanno ricordato come valga la presunzione di innocenza e la piena legittimità della partecipazione di monsignor Murgano nel pieno svolgimento della sua missione pastorale.