Enna-Cronaca

Acqua, Comitati ennesi per il divorzio dal gestore idrico

Cresce il fronte dei sostenitori della rescissione del contratto tra l’Ati idrico ed AcquaEnna, gestore del servizio. Questa volta a prendere posizione sono i Comitati cittadini ennesi per cui la riduzione delle tariffe idriche per il 2024-2029 elaborata dai sindaci è un buon segnale ma a fronte di un costo complessivo per l’utenza assai elevato tra i più alti in Italia.

L’invito a sindaci

“Non si possono accettare toni trionfalistici mentre i cittadini continuano a pagare una delle bollette più care d’Italia. La questione è urgente e non più rinviabile. Serve un controllo – si legge nella nota dei Comitati cittadini ennesi – reale sul rispetto della convenzione trentennale con AcquaEnna, e se le criticità riscontrate lo giustificano, va valutata la rescissione del contratto. Non possiamo più permetterci un rapporto opaco, senza verifiche costanti da parte di chi dovrebbe vigilare per conto dei cittadini. È ora che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità, invece di restare in silenzio o accettare passivamente aumenti ingiustificati”

Gli interrogativi

Per tagliare le tariffe, i sindaci hanno ridotto del 20% gli investimenti sulla rete idrica: una decisione che apre tanti interrogativi posti dai Comitati. “Si è persa un’occasione importante – spiegano gli esponenti dei Comitati ennesi – e si è lasciato al gestore il pieno controllo della situazione. Possibile che solo ora si scopra che il piano degli interventi può essere rivisto annualmente? Solo ora ci si accorge che le tariffe non devono necessariamente seguire gli interessi del gestore? E chi ha mai verificato come vengono eseguiti questi costosi lavori o quali ditte se ne occupano?”

“Dalle parole ai fatti”

I Comitati, nel valutare positivamente l’atteggiamento di alcuni sindaci che hanno preso di mira la burocrazia dell’Ati, in particolare è stato il sindaco di Enna a farlo, salutano con soddisfazione le parole dei primi cittadini che hanno annunciato “una revisione di contratti e consulenze” ma “vedremo se alle parole seguiranno i fatti”.

Il ruolo dell’Arera

Infine, i Comitati pongono la questione dell’Arera che dovrà vidimare la proposta dei sindaci sul piano tariffario del 2024-2029. “Va chiarito, infine, che l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) non impone le tariffe, ma stabilisce – dicono – esclusivamente il metodo per calcolarle. La responsabilità di definire concretamente la tariffa spetta all’Assemblea dei Sindaci, che devono inserire i dati corretti nel rispetto del metodo imposto. In altre parole, sono i sindaci e non AcquaEnna a determinare la tariffa d’ambito”

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Redazione
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