Lettere a ViviEnna, “lacune nel sociale e nel volontariato”

Per la rubrica Lettere a ViviEnna, pubblichiamo l’intervento di un lettore, Paolo Russo.

Se Enna è la città della gentilezza non si può dire che è città del sociale e del volontariato.  Oggi costituire un’associazione ( scelta libera e volontaria ) occorre impegnarsi e rendersi conto che è come una impresa sociale , assicurazioni , bilanci fatti da consulenti , eventuale iva. Cosa che in molti per spirito di “ missione  “ fanno per amore della città e del prossimo.

Prima domanda : chi di competenza ha verificato il numero delle associazioni o le cooperative  sociali iscritte al RUNTS , anche dopo la cancellazione dallo stesso registro prevista dalla regione a causa di mancata documentazione o rinuncia ,presenti in città ?  Tutto ciò servire per verificare se ci sono i requisiti per contributi per la co-progettazione o progettazione alla realizzazione di qualche evento , o concessione di locali per le attività predisposte negli statuti.

 Ad oggi gli spazi per le associazioni in città sono assegnati ad  associazioni  o confraternite ,e come letto nella polemica per i centri anziani alla quale né l’assessore , né chi propone interrogazioni ha dato risposta alla città: se si sono  fatti i relativi controlli  ( verifica degli statuti , se sono titolati in base alla legge alla qualifica di ETS o APS ) ed eventualmente far applicare l’art. 91  del Codice del terzo settore  e chi non in regola segnalarlo  alla regione ed al ministero del lavoro delle politiche sociali, bilanci trasmessi in base allo schema di legge, il loro effettivo utilizzo ( alcuni sono come magazzini o depositi di materiale ) IL SILENZIO  !! ( ormai in questa città al buio ed al silenzio ci siamo abituati anche all’avvicinarsi della settimana santa ).

 Altra domanda: che fine ha fatto o a che punto sono i lavori dei locali dell’ex ospedale dove qualche assessore si vantava che sorgerà la casa delle associazioni?  Di locali pronti e chiusi ne vogliamo parlare?

I locali ex centro della protezione civile ed ex chiesa di S. Lucia  o i locali ex macello  come vengono utilizzati? Perché chiusi ?  Perché non darle alle associazioni che lavorano effettivamente in città? Dove è scritto e secondo quale principio che gli affidamenti dei locali vecchi si rinnovano a quelle associazioni che non hanno nessun requisito previsto dalla legge per il loro utilizzo? Ad esempio visto che si parla sempre di gestione del verde, perché non affidare a queste associazioni l’affidamento di una rotonda, un paio di aiuole , visto che il comune paga luce ,gas ecc..?   

Perchè non ripetere l’incontro come fatto un paio di anni fa alcuni assessori con le associazioni per un chiarimento e confronto costruttivo?