Interessanti i dati sulle due diocesi che abbracciano il territorio ennese: Piazza Armerina e Nicosia.
Nella diocesi armerina le cause residue precedenti al 2013 erano 28, mentre 17 sono quelle inserite nel 2013.
A Nicosia, invece, erano tre le cause che giungevano dal 2012, mentre lo scorso anno ne è stata avviata solo una.
Le cause concluse con sentenza nel 2013 per la Diocesi di Piazza Armerina sono state nove di cui sei hanno avuto esito positivo e tre negative. L’unico caso nella diocesi di Nicosia si è invece risolto con un parere favorevole.
Mons. Murgano ha invitato le comunità cristiane impegnate nell’opera di formazione dei giovani che si preparano al matrimonio “aiutare, tutti, i giovani a scoprire e a vivere il senso della vocazione al matrimonio, della pienezza del dono e della missione della famiglia. È un annuncio che non può esaurirsi in un breve percorso prematrimoniale”.
Alla base della richiesta di annullare il matrimonio ci sono stante motivazione, spesso alla base c’è l’esclusione della indissolubilità, ma a cascata ci sono anche l’esclusione della prole, incapacità ad assumere oneri coniugali, violenza e timore, esclusione della fedeltà, esclusione della sacramentalità, dolo o anche errori sulla qualità della persona.
Un altro dato che purtroppo si evidenzia è la durata dei matrimoni prima di arrivare al divorzio. Le richieste di annullare il matrimonio si concentrano soprattutto nei primi dieci anni; i casi esaminati dimostrano un picco massimo nel secondo anno (46 casi in Sicilia) e al decimo (ben 62 casi regionali).
“Come comunità ecclesiale – ha detto Mons. Murgano – siamo chiamati ad essere annunciatori e portatori di verità e di speranza nella missione di accompagnamento e di sostegno alle famiglie”.